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Le attitudini dei grani alla panificazione e pastificazione

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Nel secondo episodio del docufilm Tra Grani e Cuori, emerge un concetto chiave per l'intera filiera cerealicola: non esiste un solo tipo di grano, ma una pluralità di varietà, ognuna con attitudini ben specifiche, definite in base alle caratteristiche reologiche, nutrizionali e funzionali. In questo approfondimento esploriamo sia il grano duro che il grano tenero, analizzandone le principali differenze tecnologiche e applicative nei prodotti da forno e nella pasta.


Grano Duro (Triticum durum)

Attitudine alla panificazione

Il grano duro è tradizionalmente impiegato per la produzione di pasta, ma alcune varietà presentano caratteristiche favorevoli anche per la panificazione, specialmente nei pani tipici del Sud Italia.

Caratteristiche ideali:

  • Proteine ≥13%

  • Indice di glutine (GI): 70–90

  • P/L: 0.6–1.2

  • Assorbimento acqua: ≥60%

  • Semola rimacinata per migliorare la tenuta dell’impasto

Vantaggi tecnologici:

  • Produzione di pani compatti con crosta croccante

  • Maggiore tenuta in cottura

  • Colore giallo intenso della mollica

Attitudine alla pastificazione

Per la produzione di pasta secca, i requisiti qualitativi del grano duro sono stringenti e normati.

Caratteristiche ideali:

  • Proteine 12.5–13.5%

  • GI > 90

  • Granulometria 350–450 µm (semola grossa)

  • Indice di giallo (b) ≥ 22*

  • Elevata vitrosità (>80%)

Obiettivi tecnologici:

  • Buona tenuta alla cottura

  • Basso rilascio di amido

  • Colore brillante e omogeneo


Grano Tenero (Triticum aestivum)

Attitudine alla panificazione

Il grano tenero è la specie più diffusa per la panificazione grazie alla plasticità del glutine, alla maggiore estensibilità dell’impasto e alla sua reattività alla lievitazione.

Parametri tecnici da considerare:

  • Forza della farina (W): 180–400

  • P/L: tra 0.4 e 1.0 per buona panificabilità

  • Tenore proteico: da 11% (per uso generico) fino a 15% (per prodotti speciali)

  • Idratazione ottimale: 55–65%

Tipologie applicative:

  • Farine deboli (W < 170): biscotti, grissini, frolle

  • Farine medie (W 180–250): pane comune, pizza al taglio

  • Farine forti (W > 300): panettoni, brioche, lievitati a lunga fermentazione

Attitudine alla pasticceria

Le farine a basso tenore proteico sono ideali per la produzione di dolci da forno, grazie alla scarsa formazione di glutine che favorisce una struttura più friabile.

Caratteristiche ricercate:

  • Basso contenuto proteico (≤10%)

  • Debole sviluppo del glutine

  • Farine 00 o 0 ben setacciate

  • Buona lavorabilità a freddo

Prodotti ideali:

  • Pasta frolla

  • Biscotteria secca

  • Torte soffici


Confronto Tecnologico: Grano Duro vs Grano Tenero

Parametro Grano Duro Grano Tenero
Specie botanica Triticum durum Triticum aestivum
Granulometria Media-grossa (semola) Fine (farina 00-2)
Tenore proteico (%) 12.5–14 10–15
Tipo di glutine Tenace Più plastico ed estensibile
Indice GI Alto (80–95) Medio-alto (70–90)
Applicazione ideale Pasta, pani compatti Pane, dolci, pizza
Colore del prodotto Giallo ambrato Bianco crema

Conclusione

L’accurata selezione varietale del grano tenero e del grano duro consente di ottenere farine e semole perfettamente rispondenti alle esigenze tecnologiche e sensoriali dei prodotti finiti. Come raccontato in Tra Grani e Cuori, questa selezione nasce dal campo, si perfeziona in molino e si realizza nel forno o nella trafila, là dove il grano prende forma definitiva.

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